Aeroporto di Firenze, 20 posti a rischio: verso lo sciopero per trattorini e nastri

Un altro servizio sarà esternalizzato da Toscana Aeroporti. Il rischio di un contratto peggiorativo e di perdere il posto di lavoro. Boni: in Toscana Aeroporti non ci devono essere figli di un dio minore.

COMUNICATO STAMPA

Anche l’incontro in Prefettura a Firenze si è concluso in maniera negativa e dunque si va verso lo stato di agitazione e lo sciopero all’aeroporto di Firenze per i lavoratori dei cosiddetti trattorini e nastri.

“In ballo – spiega Stefano Boni, segretario generale della Fit-Cisl Toscana – ci sono il salario e il posto di lavoro per una ventina di persone, che da anni svolgono questa attività, con contratti a termine, direttamente per Toscana Aeroporti. Ora però la società ha bandito una gara per l’affidamento del servizio all’esterno. L’aggiudicazione è prevista in autunno, il cambio di gestione a inizio 2018. Il rischio, molto concreto, è che ad aggiudicarsi l’appalto sia qualche cooperativa che ha già personale da impiegare. Il che significherebbe che chi da tempo, anche 4 anni in qualche caso, svolge questo lavoro con contratti rinnovati via via e nella speranza di una stabilizzazione, si trovi per strada all’improvviso.”

“Un altro aspetto che non convince – dice Roberto Iuorio, responsabile Fit-Cisl dell’aeroporto di Firenze – è che oggi ai lavoratori viene applicato il contratto del ‘trasporto aereo’, ma c’è il rischio che chi vincerà l’appalto voglia applicare il ‘multiservizi’, che significa 2 o 300 euro in meno di stipendio mensile.” Temi su quali i sindacati hanno chiesto, invano finora, un impegno da parte di Toscana Aeroporti, “perché – riprende Boni – non è accettabile che chi lavora spalla a spalla e svolge attività simili non abbia stipendio e diritti simili; non ci possono essere figli di un dio minore tra quanti operano, in modo diretto o indiretto, per Toscana Aeroporti.

Per questo la organizzazioni sindacali sono pronte, al termine del periodo di franchigia estiva nel quale non è consentito scioperare, a indire lo stato di agitazione e proclamare uno sciopero. “L’azienda non ha voluto trovare mediazioni – conclude Boni- ed è stata elusiva nelle risposte. Ma noi non ci arrendiamo: non possiamo abbandonare questi lavoratori in mezzo alla strada.”

Firenze, 4 Luglio 2017   –  Ufficio stampa Cisl Toscana, Alberto Campaioli

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