Cambiare per ripartire e dare futuro ai lavoratori dei trasporti

Tutto il sistema produttivo del nostro Paese, anche i Trasporti e i Servizi Ambiente, in seguito alle restrizioni e limitazioni assunte dal Governo, stanno attraversando un momento difficile e per certi versi irreversibile. Ma, tenuto conto della situazione generale e dell’andamento della pandemia, assolutamente non dobbiamo e non possiamo disperdere i sacrifici fatti fino ad oggi, anzi è necessario continuare ad avere fiducia nell’amministrazione pubblica e nel Governo e fare un ulteriore sforzo per arrivare al 3 maggio 2020, convinti che oggi non ci siano le condizioni di sicurezza per una riapertura generale delle attività produttive.

Tutti siamo consapevoli che siamo nel bel mezzo di una crisi economica eccezionale dove vi è la possibilità che l’Italia subisca le conseguenze della recessione più di altri Paesi. Abbiamo però anche la consapevolezza che la Francia, la Spagna, e anche la Germania non siano immuni da questa catastrofe e per questo vi è la necessità alla fine di ritrovarsi insieme adottando strumenti comuni e innovativi e soprattutto diversi da quelli adottati fino ad oggi.

Per esempio, l’aumento significativo del debito pubblico non può essere considerato uno scandalo oppure una sciagura ma semplicemente oggi una ricetta vincente per rilanciare l’economia e il sistema manifatturiero in Italia e salvare migliaia e migliaia di posti lavoro. Naturalmente questo strumento deve diventare comune in Europa; va sostenuto e garantito da tutta la comunità e accompagnato da provvedimenti ad hoc per le imprese, per le banche e per i lavoratori, deve diventare uno strumento fondamentale per rilanciare gli investimenti infrastrutturali e anche per scongiurare fallimenti e povertà diffuse nonché anche un contrasto alle mafie e alla malavita.

L’Europa è alla prova dei fatti e deve lasciare da parte gli egoismi e i campanilismi, non ci sono stati buoni e stati cattivi, vi è invece un’opportunità unica per dimostrare realmente la nascita di un nuovo stato “gli stati uniti d’Europa e dei popoli” dove il lavoro, e la dignità della persona è messa al centro rispetto agli egoismi della finanza del profitto.

Oggi dobbiamo tirare le fila e cominciare subito a pensare a come riaprire/ripartire in Italia e che tipo di modelli organizzativi adottare. I Trasporti dovranno essere al centro di questa azione perché da subito è necessario prevedere come e in che modo le persone chiamate a riaprire le fabbriche, le imprese, insomma le attività produttive, potranno utilizzare i mezzi pubblici per recarsi a lavoro. Riaprire con l’obiettivo di rimettere in moto il Paese ma tenendo al centro i protocolli di sicurezza del 14 e del 20 marzo 2020 sottoscritti dal sindacato e dal Governo. Per questi motivi è necessario capire come le aziende di trasporto e dell’ambiente hanno pensato di organizzarsi affinché questo nuovo inizio non debba diventare una ripartenza del coronavirus.

In questi giorni stiamo scrivendo alle  aziende per  per aprire dei tavoli e cominciare a ragionare, mettendo in chiaro che i modelli esistenti fino a gennaio 2020  in questa fase, non è possibile replicare,  sia per quanto riguarda l’organizzazione del lavoro che per la produttività. Bisogna ragionare in maniera diversa e per step, cioè tenere al centro la persona e la sicurezza e su questa base costruire una nuova organizzazione del lavoro e nuovi obiettivi che andranno verificati e monitorati periodicamente in modo da garantire sempre le regole previste dai protocolli di sicurezza. Come sindacato non abbiamo soluzioni rigide e pregiudiziali. Vogliamo un approccio che guardi in tutte le direzioni e che tenga anche conto delle specificità e particolarità dei cicli produttivi. Questo però deve essere anche patrimonio dell’impresa. L’approccio è quello di guardare sempre alla dignità del lavoro e soprattutto della sicurezza, sia in termini di dotazioni individuali sia nella pulizia e sanificazione degli ambienti di lavoro.

Crediamo che questo modo di ragionare debba accompagnare i tavoli di contrattazione, se del caso anche con la presenza delle Istituzioni e/o del Prefetto di riferimento. Siamo sicuri che le soluzioni si possono trovare per dare nuovo sviluppo e slancio alle imprese di trasporto e di igiene urbana. Noi siamo pronti. Aspettiamo la convocazione per sedersi ai tavoli e disegnare nuove opportunità e prospettive sia per il Paese che per i tanti lavoratori dei trasporti che rappresentiamo.

Utilizziamo questo tempo per ridisegnare un nuovo modo di sviluppo e di crescita, siamo sicuri che c’è la faremo, siamo sicuri che usciremo da questa situazione tutti insieme e più forti di prima. 

Rispettiamo le regole, forza ragazzi

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Firenze 16 aprile 2020

                                                                                                 

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