COME RIPARTIRE NEI TRASPORTI: ECCO DIECI PROPOSTE

Il giorno 23 aprile 2020 si è svolto un incontro con l’Assessore ai Trasporti e le OO.SS per fare il punto della situazione sui trasporti, in particolare sulla ripartenza delle attività produttive e di come il trasporto possa rispondere a questa nuova fase di ripresa.

Su questo tema abbiamo chiesto di coinvolgere le aziende di riferimento per avviare un confronto e verificare la loro disponibilità a ragionare di nuovi modelli organizzativi e/o definire nuove linee guida, sia per la programmazione dei servizi finalizzati all’aumento delle persone da trasportare sui mezzi pubblici sia ad utilizzare il personale in nuove mansioni.

Già da questa settimana è notevolmente aumentato il flusso delle persone che si muovono in città, e molto più accentuato lo sarà nei prossimi giorni e nei prossimi mesi. Pertanto non c’è più tempo da perdere ma è necessario mettersi a sedere e trovare le soluzioni possibili partendo dal protocollo sicurezza del 14 e 20  marzo 2020.

Il personale front line, come il capotreno, chi da informazioni, oppure l’autista di pullman, tutti coloro che hanno contatto con i cittadini, oltre ad avere in dotazioni gli strumenti di sicurezza come mascherina, guanti, etc., devono essere messi in condizioni di poter svolgere il proprio lavoro con serenità e non come “sceriffi”, decidendo chi deve scendere o salire oppure intervenire per distanziare le persone.

Proviamo a suggerire alcune modalità che, da una parte richiedono sensibilità da parte delle Aziende di Trasporto, maggiori risorse economiche/umane e un forte interessamento da parte del Governo e Regione dall’altra, la consapevolezza che sicuramente non sono risolutive ma che vanno monitorate e eventualmente aggiustate/migliorate nel tempo:

1)    I viaggiatori che salgono sui mezzi pubblici devono rispettare le disposizioni del Governo e del Presidente della Regione (indossare mascherine, distanza sociale etc.)

2)    Dotare i mezzi pubblici (treni e autobus, etc.) di App conta persone e quindi, attraverso led luminoso e sirena, segnalare che si è superato il numero consentito;

3)    Dotare i mezzi pubblici (treni, autobus, etc.) di una App che segnali, attraverso una sirena, assemblamenti di persone in modo  da mantenere la distanza prevista;

4)    Prevedere alle fermate principali e a quelle in prossimità di grandi centri urbani oppure  in prossimità di fabbriche, un addetto in divisa che controlli/vigili e dia  indicazioni ai passeggeri su come comportarsi a bordo dei mezzi e soprattutto che controlli chi ha o meno i dispositivi di protezione personale/aziendale e l’accesso al mezzo pubblico. Dotare il personale e i cittadini di una App per l’autocertificazione, che sostituisca quella cartacea favorendo i controlli sulla mobilità;

5)    Coinvolgere le istituzioni regionali ma anche quelle territoriali (Comuni e Province), in quanto è necessario interessare le aziende del territorio ed elaborare un piano che preveda per le attività produttive, entrate e uscite scaglionate senza più avere un orario unico dove tutti all’ora precisa si ritrovano;

6)    Aumentare le corse nell’arco della giornata lavorativa dei mezzi pubblici (treni, autobus, tranvie, ecc.) prevedendo: nel caso del treno anche composizioni con più carrozze e n°2 capi treno mentre per gli autobus, specialmente  nelle città, corsie preferenziali e/o semafori intelligenti in modo da garantire l’efficienza e la puntualità;

7)    Confermare i controlli nelle stazioni già fornite di tornelli facendo entrare solo coloro che hanno il biglietto, dove quest’ultimo, rispetto al treno da prendere, è venduto a numero chiuso. Dotare le altre stazioni sprovviste di tornelli e controlli. Nella fase transitoria prevedere nelle stazioni più piccole la presenza di personale che controlli il funzionamento dell’afflusso dei passeggeri sui treni.

8)    Organizzare  per gli impianti  fissi tipo officine, uffici, depositi e altro percorsi obbligati per recarsi alle postazioni di lavoro e alle portinerie/entrate dotare le stesse di termo-scanner per rivelare la temperature del personale;

9)    Va messo in chiaro che il personale di front-line, in particolare quello viaggiante, non può interloquire con i cittadini che non rispettano le norme, come quella per esempio di non indossare le mascherine o altro, ma semplicemente segnalare la questione ai rispettivi superiori e fermare il treno, oppure l’autobus oppure…. e aspettare che il cittadino si metta in condizioni di sicurezza, oppure scenda dal mezzo di trasporto. Solo così si potrà ripartire e portare a destinazione i viaggiatori;

10)  I mezzi di trasporto e i locali adibiti ai viaggiatori come anche i luoghi di lavoro, dovranno essere costantemente sanificati come previsto dalle disposizioni in essere, con prodotti specifici per rendere l’ambiente sicuro e pulito.

In questa fase sarebbe opportuno creare delle squadre di personale, debitamente formato e provvisto di tutti i dispositivi DPI che, attraverso un piano predisposto in precedenza, possa intervenire in maniera capillare su tutto il territorio di competenza partendo da un  capolinea  oppure da una stazione e faccia controlli sia a terra ma anche salendo sul mezzo pubblico per la verifica del titolo di viaggio, dei dispositivi di sicurezza come anche il numero di passeggeri e le distanze, tenendo sempre al centro la sicurezza e la salute.

Inoltre come O.S. abbiamo fatto presente che è necessario attenzionare, in particolare le aziende del TPL, attraverso finanziamenti certi, sia quelli convenzionali dei servizi, magari anticipando i pagamenti previsti e, la certezza del pagamento dei corrispettivi al 100% indipendentemente dal servizio reso. Inoltre abbiamo chiesto alla Regione che si faccia promotrice con il Governo per la creazione di un fondo nazionale per il TPL, a titolo di mancati introiti da biglietti che, in qualche maniera, rappresenterebbe una boccata d’ossigeno indispensabile. Come O.S. abbiamo anche chiesto tempi certi per il passaggio del servizio  al nuovo gestore per la gara regionale TPL; questa situazione di provvisorietà non favorisce il lavoro né la serenità in mezzo al personale.

La Regione nel confermare il verbale del 26 marzo 2020, ribadisce la volontà di andare avanti nella gara regionale affidando il servizio al nuovo gestore  nel mese di luglio pv. Inoltre conferma l’impegno finanziario per il pagamento dei corrispettivi a 100% appena il decreto “Cura Italia” sarà definitivamente trasformato in legge e che sosterrà, la creazione del fondo di cui sopra;

Firenze 23 aprile 2020

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