Corte di giustizia: la sconfitta per Ryanair e la vittoria dei diritti dei lavoratori

La FIT CISL congiuntamente con l’ITF (Federazione dei lavoratori internazionali dei trasporti) e l’ETF
(European Transport Workers ‘Federation) ha accolto con favore la sentenza della Corte europea di
giustizia (ECJ) come una grande sconfitta per Ryanair sui diritti dei lavoratori.
La Corte ha stabilito che le controversie su un contratto di lavoro di un membro di equipaggio rientrano
nella competenza dei tribunali del Paese dove svolgono le proprie funzioni e non quelle di un paese
come l’Irlanda che la compagnia aerea ha sempre scelto al fine di soddisfare i propri interessi.
La sentenza di un dipendente della Crewlink (agenzia di reclutamento per conto di Ryanair) e di un altro
lavoratore contro Ryanair stabilisce il diritto del Personale Navigante di far riferimento alla giurisdizione
del Paese dove lavorano. Ciò significa che un dipendente può citare il suo datore di lavoro dinanzi il
tribunale da lui considerato più vicino, un passo fondamentale per i ricorsi in materia di contratti individuali
di lavoro.
La sentenza ha riunito diversi casi di Assistenti di Volo dal Belgio, dalla Spagna e dal Portogallo che
avevano avuto controversie (come casi di licenziamento) con Ryanair/Crewlink. Da numerosi anni
Ryanair chiede lo spostamento dei processi in Irlanda, indipendentemente da dove i propri dipendenti
hanno vissuto e lavorato.
Il segretario generale ITF Steve Cotton ha spiegato: “Questa decisione è una sconfitta per Ryanair e una
vittoria per i diritti dei lavoratori. Sostiene il principio fondamentale della protezione del Personale
Navigante del Trasporto Aereo, garantendo che si possa tenere conto della giurisdizione del paese in
cui effettivamente svolgono i propri doveri e non quella di una nazione che non avrebbero mai visitato e
i cui tribunali sono estranei e distanti migliaia di chilometri dalla casa e dal luogo di lavoro “.
Eduardo Chagas, segretario generale dell’ETF ha commentato: “Sono fiducioso che questa sentenza
permetterà ai lavoratori di tutte le compagnie aeree che vogliono eludere la legislazione nazionale di
scegliere la competenza della giurisdizione secondo i loro interessi. La base di servizio è il criterio
evidente in difesa dei legittimi diritti di lavoro del Personale Navigante del Trasporto Aereo all’interno
dell’UE.
“Vorrei ringraziare i lavoratori e i sindacati che si sono alzati e hanno lottato per i loro diritti. Questa
decisione è una vittoria importante nella lotta contro il dumping sociale nell’aviazione.
“Vorrei anche ringraziare l’Unione CNE affiliata ITF / ETF dal Belgio per aver sostenuto questo caso di
rinvio tributario”
La sentenza del Tribunale del lavoro di Mons (Belgio) oggi ha constatato che, ai sensi del regolamento
(CE) n. 44/2001, un membro di equipaggio può citare il proprio datore di lavoro davanti al giudice del
lavoro nel Paese in cui presta la propria attività. Questa è una battuta d’arresto importante per Ryanair,
che per anni ha ritenuto che solo i tribunali irlandesi fossero gli unici legittimati a disciplinare controversie
con i lavoratori indipendentemente dalla nazionalità e della sede di lavoro perché, tra l’altro, i suoi
aeromobili sono registrati in Irlanda.
La FIT CISL da numerosi anni sta richiedendo a gran voce il rispetto dei diritti dei lavoratori Ryanair (e
delle Società ad essa collegate) in Italia. Questa sentenza avvalora ancora una volta quanto da noi
sostenuto e, ora più che mai, auspichiamo in un intervento delle istituzioni alle quali abbiamo presentato
decine e decine di esposti.
15 settembre 2017

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