Fondo Priamo e CCNL: chiarimenti utili

Adesione al Fondo Priamo

L’art. 38 punto a) del CCNL Autoferrotranvieri del 28/11/2015 prevede, a partire dalla mensilità di Luglio 2017, il versamento da parte dell’azienda in favore del lavoratore di un contributo annuale di 90 euro (costo aziendale) al Fondo di previdenza complementare Priamo.

Questo ha suscitato polemiche e ricorsi da parte di Organizzazioni non firmatarie del CCNL, soprattutto per quanto riguarda il lavoratore non Iscritto al Fondo Priamo, il quale aderirà contrattualmente al Fondo, senza ulteriori obblighi contributivi a suo carico, né a carico aziendale.

Cosa significa “aderire contrattualmente”? Qualcuno scrive che “i lavoratori forzatamente saranno Iscritti al fondo”. NIENTE DI PIU’ SBAGLIATO… questa è semplice disinformazione!

Il lavoratore può iscriversi al Fondo Priamo solo sottoscrivendo volontariamente l’apposito modulo, presumibilmente dopo aver letto lo Statuto e la Nota Informativa, e magari essendo a conoscenza dei rendimenti che produce. L’Iscritto ha la possibilità di modificare la percentuale dei suoi versamenti, può chiedere anticipazioni di quanto versato, può modificare il tipo di investimento, può eleggere i suoi rappresentanti all’interno del Fondo.

Chi non è Iscritto al Fondo, da Luglio lo sarà in maniera contrattuale, cioè come appartenente a una categoria di lavoratori; potrà solo modificare il piano di investimento dei versamenti che farà l’azienda per lui, ma non potrà richiedere anticipazioni e non potrà fare nessun altro tipo di versamento (nemmeno il suo TFR) fino a che non si Iscriverà volontariamente. Il Fondo rappresenterà una sorta di salvadanaio dove l’azienda versa la quota, senza costi aggiuntivi e senza altri obblighi per il lavoratore.

Ricordiamo che l’attuale sistema pensionistico puramente contributivo darà luogo a pensioni di livello medio-basso, rispetto alle retribuzioni percepite a lavoro, con un potere di acquisto molto limitato. Pertanto è necessario incentivare i lavoratori all’utilizzo della previdenza complementare, per non trovarsi in difficoltà quando sarà troppo tardi.

La previdenza complementare può essere anche una vantaggiosa forma di investimento, considerando che Priamo ha avuto una rendita intorno al 5% nell’ultimo anno (Bilanciato Sviluppo) e che le quote versate sono deducibili dal reddito.

Coloro che pensano di tutelare i lavoratori ostacolando e disincentivando la previdenza complementare, in realtà fanno loro un pesante danno che poi sarà impossibile recuperare.

Il Sindacato responsabile invece deve far capire il funzionamento di una scelta che possibilmente metta basi solide per il futuro dei lavoratori e delle loro famiglie.

Coordinamento Territoriale FIT-CISL Firenze

Gianluca Mannucci

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