I Ferrovieri della Fit/Cisl Toscana hanno affrontato le problematiche relative alle “Aggressioni”, al piano di privatizzazione delle Ferrovie, proposto dall’AD del Gruppo FS e altri importanti argomenti.

Il Coordinamento dell’Area Contrattuale del Comparto Ferroviario della Toscana allargato agli attivisti e delegati RSU/RLS, riunito a Firenze il 21 settembre 2017 alla presenza del segretario generale  Fit/Cisl Toscana  Stefano Boni, e dei segretari Regionali   Franco Fratini e Angela Settembrini  e del Coordinatore Nazionale Fit/Cisl del Comparto Ferroviario Gaetano Riccio,  condivide l’introduzione di Franco Fratini, le integrazioni scaturite dal dibattito e gli interventi di Boni e le conclusioni di Riccio.

                                

Il Coordinamento esprime soddisfazione per la linea tenuta dalla segreteria  regionale ed in particolare  dalla FIT Cisl nazionale in relazione alle aggressioni che investono sempre con maggiore recrudescenza il personale a contatto con il pubblico sia questi ferrovieri o autoferrotranvieri, e chiede di proseguire sulla strada intrapresa per ricercare qualsiasi soluzione utile a  debellare il fenomeno anche attraverso una maggiore sensibilizzazione delle Aziende e del Ministero dell’Interno  e se necessario attraverso una forte mobilitazione delle categorie.

Il Coordinamento esprime preoccupazione per le reiterate dichiarazioni a mezzo stampa dell’AD delle Ferrovie dello Stato in merito al ventilato progetto di spezzatino della società Trenitalia (soc. Merci Italia già realizzata, società AV e treni lunga percorrenza, Società Ingegneria della Manutenzione dei Rotabili e Trenitalia con il rimanente Trasporto Regionale) e della successiva quotazione in borsa della nascente società dell’AV. Senza contare poi delle intenzioni di depotenziare e sminuire il ruolo di Rfi a vantaggio delle ditte esterne specializzate per la realizzazione di nuovi binari e stazioni.

Il coordinamento apprezza quanto dichiarato dal segretario generale nazionale Fit/Cisl Piras e da tutta la segreteria relativamente alla pericolosa ipotesi di privatizzazione di settori del gruppo FSI, in quanto priva di ogni fondamento economico e di ritorni per la collettività e per il Paese. Insomma un progetto scellerato che mira a distruggere le FS per interessi che non vanno nella direzione di rendere un beneficio al Paese e ai cittadini ma solo a pochi poteri forti, che hanno interesse a entrare nel comparto Fs per appropriarsi delle parti di reddito lasciando i debiti e i servizi non remunerativi a carico della collettività. Invitiamo e sosteniamo Piras a proseguire sulla strada della denuncia, della coerenza e della chiarezza, ricercando la massima convergenza e unitarietà con tutte le OO.SS, al fine di bloccare e respingere il piano di privatizzazione di cui sopra.

Per quanto sopra, l’assemblea invita la segreteria Regionale e quella Nazionale a mettere in campo tutte le azioni possibili per impedire la realizzazione di tale progetto, anche attraverso una mobilitazione di tutti i lavoratori con un grande sciopero generale per il bene del Paese e dei viaggiatori.  Questa è la strada da percorrere fintanto che il progetto non sarà stato respinto al mittente e l’AD di  FSI non sia stato chiamato dal parlamento a rispondere, anche con i beni personali, delle scellerate scelte che hanno fatto spendere centinaia di milioni di euro dei contribuenti italiani,  in Europa e nel mondo,  per acquistare varie società ferroviarie  e di trasporto pubblico su gomma, senza nessun risultato positivo  per l’Italia e per i nostri giovani che cercano  un posto di lavoro.

Firenze 21 settembre 2017                                                                                                     La Segreteria Regionale

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