Italferr Firenze: Sono stati fatti passi in avanti ma ancora non ci siamo

Lettera inviata a Italferr dalla FIT CISL

Facciamo riferimento alla lettera pervenutaci in data 10/07/12 a firma del Responsabile Risorse Umane ed Organizzazione della Società Italferr che ci vede costretti, nostro malgrado, a fare alcune precisazioni.

La richiesta d’incontro unitaria della primavera del 2012, era esclusivamente dettata dal fatto che, nell’impianto, giravano voci insistenti, da parte di alcuni Dirigenti di Italferr, che da lì a poco sarebbe cambiata la sede, trasferendosi in Firenze “zona Porta al Prato – Via della Scala”, nella ex sede delle assicurazioni……………..; tutto motivato dal fatto che, nonostante il trasloco, si sarebbe ottenuto un risparmio sul prezzo del canone di locazione. Da parte Vostra, è stato invece comunicato, che non sarà cambiata sede di lavoro ma rinnovato il contratto con la società proprietaria dell’immobile dell’attuale sede (Grandi Stazioni); a questo punto dobbiamo prendere atto di una notizia a favore dei lavoratori, in quanto le preoccupazioni finora registrate sono state smentite confermando la sede attuale.

Venendo a noi, il nostro insistere per andare in Viale Lavagnini era dettato dal sacrosanto dovere di valutare tutte le soluzioni possibili per evitare di sprecare denaro pubblico; era quindi d’obbligo ricercare la soluzione migliore dal punto di vista logistico e economico. Non abbiamo nessun interesse rispetto a chi riscuote l’affitto; infatti, già alcuni anni fa, abbiamo denunciato unitariamente, sia ai mass media che alla Procura della Repubblica di Firenze nonché alla Corte dei Conti, il fatto che “gli immobili erano delle Ferrovie dello Stato, che sono stati venduti per poi continuare ad occupare quegli stessi locali, pagando però il canone d’affitto, la manutenzione ordinaria e straordinaria”; era ovvio che nel tempo sarebbe andato perso tutto quello che era stato il ricavato della vendita. Pertanto è discutibile l’affermazione “i nostri canoni vengono versati ad una società del gruppo”. Sappiamo bene che in Grandi Stazioni, sia parte del capitale che la gestione, sono in mano a società commerciali e inoltre, non è assolutamente giustificabile pagare un canone forse superiore ai prezzi di mercato corrente. Ci permettiamo di fare tale affermazione in riferimento alle vostre dichiarazioni “….ottenere una soddisfacente riduzione dei canoni di locazione, cosa poi avvenuta, avendo ottenuto un canone annuo pari a 165euro/mq.”

Anche ciò rappresenta un punto a nostro favore. Ci viene da pensare che siano state le nostre denunce a costringere il gruppo Dirigente Italferr a rivedere tutta la questione ed a concordare con la Società del gruppo (Grandi Stazioni) un prezzo molto vicino a quello sostenuto dalle altre aziende Trenitalia e Ferservizi in Viale Lavagnini (160 euro/mq ad una azienda non del gruppo). Un risparmio notevole quantificabile in circa 250.000,00 euro anno. A questo punto, rispetto alla Vostra seguente dichiarazione “il processo di efficientamento lo abbiamo intrapreso ben prima del 2009”, nasce una domanda: perché si è aspettato tanto a rivedere il contratto di locazione con la società del Gruppo e non si è intervenuti prima del 2009, visto che è in quel periodo la scrivente aveva chiesto di razionalizzare, mettere insieme le società FS e risparmiare sia sul canone che sui servizi accessori?

Ricordiamo che il “Protocollo d’Intesa”sottoscritto da Regione Toscana, Comune e Provincia di Firenze con Ferrovie dello Stato spa in data 27 ottobre 2008, prevedeva la realizzazione di una palazzina in zona “Romito” ex officine motori, per il personale degli uffici del gruppo FS siti in Firenze. Se la macchina amministrativa si è rimessa in moto, sarebbe opportuno che anche Italferr insieme a Trenitalia e Ferservizi, ricercasse una soluzione definitiva al proprio personale. Stare insieme agli altri è un’opportunità per razionalizzare, ottimizzare le spese di gestione e organizzative nonché per dare un futuro di stabilità a tutto il personale.

Veniamo ora all’aspetto delle relazioni industriali; a nostro avviso dobbiamo registrare un atteggiamento di supponenza da parte della dirigenza Italferr. Nonostante il CCNLAF- preveda momenti di informazione e contrattazione, Art.2 punto 3.1.3, 3.1.4, 4.1.a e 4.2.3., da ormai circa cinque anni non vengono svolti incontri con le RSU/OO.SS Regionali rispetto alle varie richieste. Il silenzio di P.O. è stato assordante; né un cenno, né una risposta, nessun riguardo ai lavoratori e alla RSU. Non è servita nemmeno la censura della Commissione di Garanzia a far smuovere la dirigenza Italferr e dare soddisfazione ai lavoratori che si sono preoccupati del loro futuro. Anche in questa fase si era tentato di far passare il tempo, far dimenticare la questione, “….abbiamo ritenuto che non fosse necessario…” arrogandosi il diritto di interpretare il sentire degli altri. Il contratto prevede che entro 5 giorni dalla richiesta avanzata da una delle parti, si debba procedere alla individuazione della data di apertura del confronto.

Incalzata dai nostri comunicati, la dirigenza di Italferr è stata quanto meno costretta a rispondere per scritto ed a chiarire alcune questioni. Un ulteriore punto a nostro favore: la società Italferr è uscita dal silenzio ed ha risposto in forma scritta.

Ultima questione, ma non per questo meno importante, riguarda la rappresentanza dei lavoratori. Come ribadito anche sul CCNL e anche nell’ultimo accordo interconfederale del 28 giugno 2011, i lavoratori scelgono con chi associarsi ed eleggono liberamente i propri rappresentanti per la difesa dei diritti e il rispetto delle norme contrattuali. Le RSU sono elette dai lavoratori come del resto le stesse OO.SS e quindi, non si vede come sia possibile che la dirigenza, la quale gestisce ed organizza i propri dipendenti, li possa anche rappresentare nelle loro preoccupazioni e/o nella vita di tutti i giorni in azienda. Quindi le affermazioni fatte dalla dirigenza P.O., quali “Traspare un fermento, peraltro non condiviso dai nostri dipendenti”,”lo spostamento della sede Italferr di Firenze è totalmente in contrasto con la volontà dei nostri dipendenti”, sono assolutamente affermazioni di parte e sicuramente non rispondenti al succedersi dei fatti né al sentire della maggioranza dei lavoratori dell’impianto.

Ringraziamo per l’attenzione dimostrata, ma il nostro intento era quello di riuscire a stabilire un dialogo reale, aprendo un tavolo di discussione con la RSU e i lavoratori di Italferr. Pertanto, nel richiamare la criticità segnalata, nuovamente invitiamo la dirigenza a rispettare il CCNL AF ed a convocare una apposita riunione, come richiesto, con la RSU, anche nel rispetto della dignità dei lavoratori e per ottenere i necessari chiarimenti.

Firenze 26 luglio 2012

Stefano Boni

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Lettara di Italferr alla FIT CISL

Oggetto: Risposta a: “Lettera aperta alla Dirigenza”

Nel sottolineare ancora una volta il nostro rispetto dei dettami contrattuali e la massima correttezza nelle relazioni industriali, ribadiamo, nello specifico, che non abbiamo convocato una riunione sulla nostra sede di Firenze in quanto abbiamo ritenuto che ciò non fosse necessario. Eravamo, infatti, in fase negoziale con i proprietari dell’attuale sede, con l’intento di ottenere una soddisfacente riduzione dei canoni di locazione, cosa che è poi avvenuta, avendo ottenuto un canone annuo pari a 165 Euro/mq. Vi ringraziamo, comunque, per il sollecito a prendere contatto con le altre Aziende del Gruppo FS ma cogliamo l’occasione per informarvi che, come ben noto alle Vostre 00.SS. Nazionali ed alle 00.SS. Territoriali coinvolte, il processo di efficientamento lo abbiamo intrapreso ben prima del 2009, ottenendo risultati di grande rilievo. Relativamente alla possibilità di spostarsi presso Viale Lavagnini ribadiamo la nostra decisione di rimanere presso la sede attuale, in quanto le condizioni offerte dalla proprietà (dell’attuale sede) sono identiche a quelle di Viale Lavagnini, con l’ulteriore risparmio delle spese di trasloco. Tra l’altro i nostri canoni di locazione vengono versati ad un’Azienda del Gruppo e non, come avverrebbe andando in Viale Lavagnini, a terzi (Deutsche Bank), con conseguente evidente vantaggio economico per il Gruppo stesso. Facciamo presente peraltro che la vostra proposta di spostamento della sede Italferr di Firenze è totalmente in contrasto con la volontà dei nostri dipendenti.

Distinti saluti

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