La FIT CISL boccia l'Alta Velocità Regionale

Boni: “Una soluzione ‘sprecona’ che non soddisfa pendolari e viaggiatori”

Abbiamo appreso dalla stampa di questi giorni che, con l’entrata in servizio del nuovo orario ferroviario il 14 dicembre prossimo, debutta anche “l’Alta Velocità Regionale” voluta fortemente dalla Regione Toscana.

Le principali novità con il nuovo orario sono: Il treno attualmente in servizio con partenza da Chiusi alle 06,32 non effettuerà più fermate intermedie fino ad Arezzo dove arriverà alle 07,07 (sono saltate le fermate di Castiglion del Lago, Terontola, Camucia e Castiglion Fiorentino) per poi proseguire fino a Firenze SMN con arrivo alle 07,56 senza fermate intermedie come ora, e con circa 12 minuti in meno rispetto all’orario attuale. Per soddisfare la domanda dei pendolari delle fermate saltate si è pensato bene di istituire un nuovo treno con partenza da Chiusi alle ore 06,20 con arrivo ad Arezzo alle 07,15 per consentire poi, con un cambio, di prendere il treno delle 07,20 da Arezzo per Firenze. Insomma i pendolari partono prima e arrivano dopo. Per quanto riguarda invece la direttrice Firenze-Pisa, sono stati variati alcuni treni i quali non fermeranno più né ad Empoli né a Pontedera con cadenza uno ogni due ore e percorrenze di circa 53 minuti. Anche qui per soddisfare i pendolari sono stati istituiti nuovi treni da Pontedera a Pisa e viceversa e da Empoli a Firenze Porta a Prato e viceversa con aggravio di costi e fortissimi disagi. Il vero treno in più, senza fermate intermedie, è quello che parte da Firenze SMN alle ore 16,50 e arriva ad Arezzo alle ore 17, 43 per poi proseguire per Chiusi rigorosamente senza fermate. Ad ingarbugliare il tutto, appare la nuova offerta di Trenitalia Alta Velocità “Freccia Rossa” che ha previsto circa 5 coppie in più a Firenze SMN praticamente tutti i treni Roma-Firenze-Torino, e altre 4 coppie Alta Velocità “Freccia Argento” Roma–Firenze- Verona (2 Coppie) e Roma-Firenze-Bolzano oltre Roma-Firenze-Brescia. Insomma complessivamente sono 18 fermate in più per Firenze SMN, con 72 minuti di maggiore impegno la mattina e altrettanti minuti il pomeriggio. Come Fit/Cisl facciamo subito presente che non vi sono state riunioni in merito né con la Regione né con Trenitalia. A dire il vero nel tavolo “permanente” con l’Assessore Regionale il tema era stato posto, ma dall’Amministrazione non vi è stata nessuna disponibilità ad aprire un tavolo in merito.

Come prima impressione la nuova programmazione non soddisfa i pendolari né i viaggiatori, visto che incontreranno più disagi e impiegheranno più tempo per raggiungere il posto di lavoro; ma la nuova programmazione è anche più costosa e sprecona, in quanto sono stati messi treni in più per sopperire alla soppressione delle fermate dei treni “alta velocità regionale”. Inoltre registriamo un grande afflusso di treni su Firenze SMN sia regionali che Eurostar con uno scarto fra un treno che esce e uno che entra nelle ore di punta di circa 8/9 minuti. Situazione analoga per i treni regionali provenienti sopratutto dall’Aretino che, una volta arrivati al “bivio Valdarno nord” con il passaggio nella direttrice veloce, si incrociano con i treni Alta velocità; per non parlare poi della stazione di Firenze Rifredi che vede un passaggio di treni ogni 12 minuti. Insomma, una situazione ad alto rischio ed al limite della ricettività delle infrastrutture in quanto una banalità potrebbe compromettere la regolarità dei treni e quello che ci preoccupa di più è che saranno tutti i treni regionali a pagarne le conseguenze.

La Fit-Cisl non ci sta e prende le distanze in primis, sia per l’ulteriore utilizzo di risorse ad invarianza di offerta e di servizi ai cittadini sia perché non si é tenuto conto dei tagli che si potrebbero verificare dal 01/03/2011. Serve aprire subito un confronto serio con Ferrovie e Regione, allo stesso tavolo affrontando il tema del trasporto in tutti i suoi aspetti. Bisogna rimodulare l’offerta e rilanciare una nuova stagione di certezza e futuro per i lavoratori e per i viaggiatori con un occhio di riguardo ai treni regionali, e qui la Regione deve venire fuori, deve chiedere e sopratutto pretendere il rispetto del contratto di servizio garantendo pari importanza dei treni regionali rispetto ai treni AV. E’ necessario mettere in campo tutte le iniziative necessarie al fine di tutelare il territorio, i lavoratori e i viaggiatori/pendolari.

Firenze, 10 Dicembre 2010

Stefano Boni Segretario Generale Fit-Cisl Toscana

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