No alla liberalizzazione di tutti i servizi ferroviari

20110506124218_Gliobiettividel2020siraggiungonoancheammodernandoilsistemaferroviariointernazionaleSi trasmette il testo della risoluzione, approvata in sede di sezione ferrovieri dell’ETF, in cui sono riportate tutte le proposte sindacali di modifica del cosiddetto IV pacchetto ferroviario. E’ la base di partenza comune sulla quale costruire l’azione di lobbing sia livello nazionale che territoriale.

 Attualmente, a livello Europeo, è stato costituito un gruppo di lavoro, composto da tecnici dei Ministeri dei Trasporti dei singoli Stati membri, incaricato di lavorare sui testi di modifica delle direttive. La votazione, in prima lettura, di tutte le direttive è calendarizzata per il prossimo 26 novembre, con l’obiettivo di poter arrivare alla loro approvazione definitiva il entro gennaio del 2014, ovvero prima delle elezioni europee previste per il mese di giugno 2014.

Risoluzione dell’ETF sul Quarto Pacchetto Ferroviario

NO ALLA LIBERALIZZAZIONE DI TUTTI I SERVIZI FERROVIARI NO ALLA FRAMMENTAZIONE DELLE IMPRESE FERROVIARIE

PER MIGLIORARE LA QUALITA’ DEL TRASPORTO PUBBLICO PER CONSERVARE L’INTEGRITA’ DELLE HOLDING FERROVIARIE

1. La Federazione europea dei lavoratori dei trasporti:rifiuta qualsiasi proposta che interferisca con la competenza degli Stati membri per l’organizzazione del trasporto ferroviario a livello nazionale cercando di imporre, tramite la legislazione europea, la liberalizzazione e la concorrenza in tutti gli Stati membri;

2. chiede di non modificare il regolamento (CE) n. 1370/2007 relativo ai servizi di trasporto pubblico sia su gomma che per ferrovia ma di sostenere il principio della “libertà di scelta” concesso agli enti preposti ad organizzare i servizi di traporto pubblico (affidamento diretto contro obbligatorietà della gara di appalto);

3. visto il Protocollo 26, chiede all’UE di fermare la pressione in direzione della liberalizzazione dei servizi pubblici, tra cui i trasporti, che è di competenza di ogni Stato nazionale e condanna l’assenza di una completa e approfondita valutazione dell’impatto sociale della liberalizzazione sui servizi pubblici;

4. sottolinea che l’apertura alla concorrenza di tutti i servizi di trasporto ferroviario incoraggia le imprese a selezionare solo le linee o gli slot temporali più redditizi a scapito di un approccio integrato in termini di destinazioni e di orari in risposta alle esigenze di tutti i passeggeri, ignorando così i principi di accessibilità e universalità dei servizi di trasporto pubblico;

5. crede che i costi derivanti dalla frammentazione del sistema e la necessità di pagare dei dividendi agli azionisti privati incrementerà i costi per gli utilizzatori dei servizi nonché i contributi derivanti dalla fiscalità a carico di tutti i contribuenti;

6. è fortemente contraria alla completa separazione tra i gestori dell’infrastruttura ferroviaria e le imprese di trasporto;

7. è convinta che non ci possa essere un modello organizzativo unico valido per tutte le ferrovie in Europa, in quanto potrebbe provocare gravi danni in alcuni Stati membri, tenuto conto che le condizioni geografiche, le attività di trasporto, le capacità finanziarie sono differenti in ciascun Stato membro;

8. insiste sul fatto che la creazione di due diverse strutture amministrative avrebbe un costo finanziario enorme oltre a far venire meno le sinergie positive derivanti da investimenti a lungo termine, in ricerca e innovazione, sia nelle infrastrutture che nel materiale rotabile.

9. L’ETF è particolarmente preoccupata per le implicazioni sulla sicurezza a causa del venir meno dello stretto coordinamento tra gestore dell’infrastruttura e le imprese di trasporto in quanto ogni operatore nel sistema cercherà di ridurre al minimo la sua responsabilità in caso di perturbazioni o incidenti.

GLI ASPETTI SOCIALI

L’ETF:

  • insiste sull’esigenza di una migliore garanzia a protezione dei lavoratori nel caso di utilizzazione di gare di appalto per l’assegnazione dei servizi. Deve essere obbligatorio per gli Stati membri e/o per le autorità competenti poter imporre alle imprese delle clausole sociali che garantiscano, nel caso di cambio appalto, oltre al posto di lavoro, il riconoscimento dei diritti già acquisiti;
  • sottolinea il fatto che in una gara d’appalto, i contratti vengono assegnati in base al prezzo più basso, ma non si fa riferimento agli standard qualitativi, inducendo le imprese a fare ricorso al dumping sociale;
  • denuncia il disinteresse per l’impatto sociale dei provvedimenti che avranno come conseguenze la riduzione del numero dei dipendenti, una maggiore esternalizzazione delle lavorazioni e un incremento dei subappalti, facendo così aumentare il numero dei lavoratori precari e di quelli temporanei, sottoponendo tutti ad un aumento dei carichi di lavoro con turni di lavoro sempre più gravosi;
  • sottolinea l’importanza di poter continuare a garantire una maggiore protezione ai lavoratori attraverso il mantenimento di un sistema di trasferimenti intragruppo che tenga conto delle specificità professionali presenti nel settore ferroviario, come ad esempio il personale mobile, che è soggetto al rispetto di severi requisiti psicofisici per poter continuare a svolgere il proprio servizio;
  • denuncia come siano trascurati gli effetti che la liberalizzazione può avere sulla salute e la sicurezza a causa di una riduzione degli investimenti in materia di sicurezza in ambiti correlati quali la manutenzione, i controlli tecnici, i tempi di formazione, il numero di il personale a bordo dei treni e nella circolazione.

L’ ETF INVITA IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DEI MINISTRI DEI TRASPORTI A RESPINGERE LE PROPOSTE DI LIBERALIZZAZIONE E DI MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLE HOLDING FERROVIARIE.

LA SICUREZZA PRIMA DI TUTTO

L’ETF sostiene, in linea di principio, un ruolo più importante per l’Agenzia europea per la sicurezza (ERA) solo per quanto riguarda i compiti relativi all’approvazione di norme che garantiscano più elevati standard di qualità in materia di salute e sicurezza e non di quelle che risultino strumentali ad incentivare la concorrenza.

La Federazione europea dei lavoratori dei trasporti:

  • insiste sul fatto che il ruolo principale dell’ERA sia quello di “cane da guardia” sui livelli di sicurezza nel settore ferroviario in Europa. L’Agenzia non deve anteporre la competitività a scapito della sicurezza.
  • ritiene che l’armonizzazione delle norme di sicurezza non deve in nessun caso ridurre il livello imposto da quelle nazionali. La sicurezza è un bene per l’industria ferroviaria e norme di sicurezza non sono un ostacolo per la crescita del mercato; è critica sulla introduzione di un unico certificato di sicurezza;
  • ritiene che le certificazioni per le reti ferroviarie che utilizzano lo scartamento a 1520mm debbano rimanere di competenza delle Autorità nazionali;
  • chiede l’armonizzazione, a livello europeo, di regole più stringenti per quanto riguarda la revisione dei carri merci, il certificato di regolare manutenzione, il monitoraggio, il controllo e le sanzioni, basati sui più severi criteri stabiliti a livello nazionale da aggiornare seguendo lo sviluppo delle più recenti tecnologie;
  • ritiene che l’agenzia debba sviluppare in maniera convincente una “cultura della prevenzione”, che incoraggi il personale a segnalare pericoli, mancati incidenti e infortuni senza rischiare di essere sanzionato (politica della non-punizione);
  • ritiene che i poteri dell’ERA, in termini di controllo del rispetto delle norme di sicurezza, deve essere rafforzata, così come l’indipendenza e la neutralità rispetto alle indicazioni della Commissione Europea;
  • ritiene che l’interoperabilità sia un fattore importante per migliorare l’efficienza delle ferrovie in Europa. Tuttavia, le norme che regolano l’interoperabilità non devono peggiorare la sicurezza;
  • insiste sul fatto che la certificazione europea dei veicoli emessa da ERA soddisfi i più elevati standard di salute e sicurezza sul lavoro già presenti nelle imprese ferroviarie tecnologicamente più avanzate;
  • richiedere a ERA di la creazione di gruppi di lavoro congiunti con le organizzazioni sindacali, le imprese ferroviarie e degli esperti in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
  • insiste sul fatto che ERA possa far effettuare dei controlli sull’applicazione delle norme sui tempi di guida e di riposo anche attraverso l’introduzione di dispositivi tecnici per la loro registrazione nonché poter disporre di un sistema sanzionatorio per le imprese che operano in regime di interoperabilità (Direttiva 2005/47/EC);
  • insiste sul fatto che ha introdotto una certificazione europea per i personale di bordo paragonabile alla già esistente normativa per la certificazione dei macchinisti;
  • ritiene che per tutte le categorie professionali con compiti di sicurezza o le attività rilevanti per la sicurezza nel settore ferroviario, venga messa a disposizione una definizione armonizzata, a livello europeo, dei compiti, delle competenze nonché dei piani per una formazione di alto livello;
  • accoglie con favore l’inclusione dei rappresentanti dei lavoratori nei gruppi di lavoro dell’ERA ma condanna comunque la scarsa considerazione prestata alle osservazioni portate dai rappresentanti sindacali e richiede una compensazione economica per il lavoro svolto all’interno dei gruppi di lavoro;
  • è fortemente contraria alla proposta di concedere all’Agenzia Europea la possibilità di apporre il veto sulle regole approvate dalle singole Agenzie a livello nazionale;
  • chiede che l’ERA promuova la creazione di comitati nazionali paritetici, composti da rappresentanti dei lavoratori e delle imprese, per lo scambio di idee, esperienze, opinioni, sugli incidenti ferroviari che avvengono sulle reti ferroviarie nazionali.

ETF RICHIEDE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO DEI MINISTRI DEI TRASPORTI DI ANALIZZARE IL REGOLAMENTO SULL’ERA, LE DIRETTIVE SULLA SICUREZZA E SULL’INTEROPERABILITA’ TENENDO CONTO DELLE OSSERVAZIONI SOPRA RIPORTATE E DI MODIFICARE I TESTI DEI PROVVEDIMENTI IN DISCUSSIONE.

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