Rider ancora più sfruttati in tempo di Covid.

“Senza guanti e mascherine o costretti a comprarseli, senza CIG e controlli sui protocolli sanitari. La proposta: un organismo a livello di Regione per censire le piattaforme e avviare un confronto.”

In questo contesto di pandemia Covid-19 abbiamo fatto il punto sul lavoro dei rider che paradossalmente hanno avuto un forte aumento di lavoro per le richieste da parte di famiglie, imprese, etc.

Come sindacato da tempo abbiamo dedicato energie e risorse per investire sugli uomini e sulle donne di questo settore, perché convinti che solo avendo una profonda conoscenza del comparto, dove magari hai lavorato proprio come rider, puoi conoscere approfonditamente tutte le sfaccettature e quindi essere rappresentativo di questi lavoratori. Proprio per questi motivi, per il modo di lavorare, per le caratteristiche del lavoro stesso, siamo profondamente convinti, che stiamo parlando di lavoratori subordinati e non di lavoratori autonomi con partita iva, “liberi di lavorare quando si vuole”, come qualche associazione invece sostiene. Parliamo ancora di questo problema, perché purtroppo i rider ancora non hanno gli stessi diritti di un lavoratore dipendente e questo è emerso con maggiore forza al tempo del Covid-19. Molti sono senza guanti, senza mascherine e altri dispositivi di sicurezza, e nella migliore delle ipotesi, se li sono procurati da soli senza nessun interessamento da parte delle aziende che non si sono preoccupate di dare un minimo di rimborso per le spese sostenute.  Questo determina una situazione di degrado e di non controllo a cui è il momento di mettere un limite.

Ora, nella fase della ripresa, è necessario accendere un faro fisso, senza spegnerlo mai su questo spaccato di lavoro in quanto abbiamo riscontrato che nonostante l’aumento del lavoro non si è fatto nessun passo avanti nella direzione dei diritti e delle garanzie occupazionali. Anche a seguito delle disposizioni del Governo e della Regione Toscana sulla sicurezza causa Covid-19, questi lavoratori continuano ad essere sfruttati, senza direttive, senza che nessuno si occupi del rispetto delle distanze, del rispetto della quarantena, senza ammortizzatori sociali, senza diritto di riposo. Siamo nella giungla e come sindacato non possiamo solo denunciare ma dobbiamo cominciare ad individuare soluzioni e se necessario promuovere azioni di mobilitazione e manifestazioni.

Apprezzabili gli accordi sottoscritti alla fine del 2019 come Fit Cisl e sindacato confederale, con alcune piattaforme di cibo a domicilio in Toscana per l’applicazione del CCNL del trasporto merci e logistica, ma oggi c’è necessità di allargare le tutele e le garanzie a tutti i lavoratori del settore. La Fit/Cisl è impegnata in questo settore molto importante per l’economia del territorio, ma soprattutto per centrare l’obiettivo di allargare questo accordo a tutti i lavoratori (Rider) della Toscana per dare dignità e tutele, garanzie economiche nonché di welfare.

Guardare avanti. Per questo crediamo sia giunto il momento di una svolta e perciò è necessario, a livello di Regione Toscana, creare un Organismo specifico dove si vanno ad individuare le varie piattaforme digitali che operano sul territorio. Di seguito organizzare un tavolo dove si possa individuare delle soluzioni collettive, che inquadrino il lavoro del rider come subordinato e, nello stesso tempo, battersi per ottenere l’applicazione del CCNL merci e logistica. La giurisprudenza a tutti i livelli, è ormai orientata da tempo all’inquadramento dei rider come lavoratori dipendenti. Pertanto anche le aziende dovrebbero prenderne atto e cominciare quindi una discussione che metta al centro il lavoro e la dignità della persona. Stop allo sfruttamento, stop al cottimo, riconoscimento della dignità del lavoro, applicazione del CCNL Nazionale e applicazione severa dei dispositivi di sicurezza.

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