Torna l'ora legale… ma cos'è? e perchè?

Dalle 02.00 di questa notte è ritornata l’ora legale e resterà in vigore fino all’ultima settimana di ottobre. Le lancette dell’orologio sono state spostate avanti di un’ora (dalle 2 alle 3) ponendo così fine al periodo di ora solare, che ci ha accompagnato per cinque mesi invernali, con l’obiettivo di recuperare un’ora di luce in più a fine giornata. Risparmio energetico per 90mln di euro e diminuzione di 300mila tonnellate di CO2 nell’aria. In Italia adottata per la prima volta nel 1916. Secondo Terna, la società che gestisce la rete elettrica, il periodo di ora legale farà risparmiare 644 milioni di kwh e ridurrà di 300mila tonnellate l’emissione di CO2 nell’aria, oltre che procurare anche un risparmio economico di 90 milioni di euro.

Ed ecco un pò di storia direttamente da Wikipedia.

L‘ora legale è la convenzione di avanzare di un’ora le lancette degli orologi durante il periodo estivo, in modo da aumentare la luce solare nel tardo pomeriggio a scapito del primo mattino. Tipicamente, lo spostamento in avanti avviene all’inizio della primavera, per essere annullato durante l’autunno.

Di contro, l’orario di base usato da ogni paese, quando l’orario coincide con quello del fuso orario di riferimento, prende il nome di «ora solare» o «ora civile convenzionale». In alcuni paesi l’ora solare di fatto è sospesa, valendo l’ora legale per tutto l’anno. C’è da osservare che la terminologia usata negli altri paesi è più diretta, riferendosi al periodo estivo, ovvero «orario estivo». Una denominazione più accurata, che imita quella americana, è quella di «orario di risparmio della luce diurna» («daylight saving time»), ove viene tralasciato il riferimento estivo.

Storia

Già nel 1784 l’inventore del parafulmine Benjamin Franklin pubblicò un’idea sul quotidiano francese Journal de Paris. Le riflessioni di Franklin si basavano sul principio di risparmiare energia ma non trovarono seguito. Oltre un secolo dopo, nel 1907, l’idea venne ripresa dal costruttore inglese William Willet, e questa volta trovò terreno fertile nel quadro delle esigenze economiche provocate dalla Prima guerra mondiale: nel 1916 la Camera dei Comuni di Londra diede il via libera al British Summer Time, che implicava lo spostamento delle lancette un’ora in avanti durante l’estate. Molti paesi imitarono la Gran Bretagna in quanto in tempo di guerra il risparmio energetico era una priorità.

Adozione dell’ora legale

Per un elenco degli stati che adottano l’ora legale, si può vedere la voce fuso orario.

Europa

Dal 1996 tutti i paesi dell’Unione europea adottano lo stesso calendario per l’ora legale, nonostante le polemiche di alcuni stati membri. Ad essi si è unita anche la Svizzera pur non facendo parte dell’Unione.

L’ora legale, secondo tale calendario, dura sette mesi all’anno: inizia l’ultima domenica di marzo e termina l’ultima domenica di ottobre.

Nel passaggio dall’ora solare all’ora legale, quando scattano le ore 2:00 di Berlino antimeridiane si sposta l’orologio avanti di un’ora, cioè l’ora che inizia alle 2:00 e termina alle 3:00 viene soppressa. Nel passaggio inverso, quando scattano le ore 3:00 antimeridiane si riporta l’orologio indietro di un’ora, cioè l’ora che inizia alle 2:00 e termina alle 3:00 viene ripetuta due volte.

È stata scelta quest’ora perché è quella in cui la circolazione dei treni e degli altri mezzi pubblici è ridotta al minimo e quindi si minimizzano i disallineamenti rispetto agli orari giornalieri programmati. Si noti come l’ora legale scatti sincronicamente in tutta l’Unione: se il cambio avviene dunque fra le 2 e le 3 nell’Europa centrale, avviene fra l’una e le 2 in Gran Bretagna, e fra le 3 e le 4 in Grecia.

Italia

In Italia l’ora legale è stata adottata per la prima volta nel 1916, tramite il decreto legislativo n. 631 del 25 maggio, e rimase in uso fino al 1920. Da allora fu abolita e ripristinata diverse volte tra il 1940 e il 1948 a causa della Seconda guerra mondiale. Durante l’occupazione jugoslava di Trieste, l’esercito titino la vietò per segnare anche cronograficamente il distacco della città giuliana dall’Italia. Venne infine adottata definitivamente con una legge del 1965, in periodo di crisi energetica.

L’ora legale stabilita da tale legge, applicata per la prima volta nel 1966, durava quattro mesi, dalla fine di maggio alla fine di settembre; tale durata venne estesa a sei mesi nel 1981, iniziando l’ultima domenica di marzo e terminando l’ultima di settembre. Un ulteriore prolungamento di un mese è stato introdotto nel 1996, insieme con il resto dell’Europa: l’inizio rimane fissato all’ultima domenica di marzo mentre la fine è spostata all’ultima domenica di ottobre.

Svizzera

In Svizzera l’ora legale è stata adottata per la prima volta nel 1981. Dal 1996 segue il calendario dell’Unione europea pur non facendone parte.

Paesi equatoriali

In generale, i Paesi della fascia tropicale non adottano l’ora legale, in quanto la variazione delle ore di luce durante l’arco dell’anno è minima e non consente di avere ore di luce sufficienti la mattina per giustificare uno spostamento di lancette in avanti di un’ora per aggiungere luce alla sera.

Emisfero australe

Nell’emisfero australe, essendo le stagioni invertite rispetto all’emisfero boreale, anche l’ora legale segue un calendario invertito: in Australia è in vigore da ottobre a fine marzo o inizio aprile, con possibili variazioni da stato a stato, mentre in Brasile si va dalla terza domenica di ottobre alla terza domenica di febbraio.

Altri paesi

In Africa l’ora legale è scarsamente usata, così come in Asia, dove si usa nelle Repubbliche caucasiche dell’ex Unione Sovietica, ma non in molti stati in quanto i calendari non sono omogenei.

Vantaggi e svantaggi

Lo scopo dell’ora legale è quello di produrre un risparmio energetico dovuto al minore utilizzo dell’illuminazione elettrica. L’ora legale non può ovviamente aumentare le ore di luce disponibili, ma solo indurre ad un maggior sfruttamento delle ore di luce che sono solitamente “sprecate” a causa delle abitudini di orario.

Consideriamo ad esempio una persona che dorma ogni giorno dalle 23 alle 7. D’estate il sole sorge prima e tramonta dopo. Quindi con l’ora legale si guadagna un’ora di luce. Di conseguenza utilizza l’illuminazione elettrica per un’ora in meno, risparmiando quindi energia.

In questo modo, con l’ora legale, dal 2004 al 2007, l’Italia ha risparmiato complessivamente oltre 2,5 miliardi di kilowattora, pari a 300 milioni di euro, secondo quanto calcolato da Terna, la società responsabile in Italia della gestione dei flussi di energia elettrica sulla rete ad alta tensione; il risparmio per il solo 2007 è stato di 645,2 milioni di kilowattora. È stato fatto osservare che però, aumentando le ore di tempo libero diurno, si ha un maggiore consumo di carburante consumato circolando dopo l’orario di lavoro, prima della cena.

Lo stesso risparmio energetico si otterrebbe con l’adozione di uno stile di vita che abbia orari “centrati” rispetto al mezzogiorno (cioè dormire dalle 20 alle 4 anziché dalle 23 alle 7). Su questi argomenti si innescano però considerazioni psicologiche che non sono sotto il controllo dell’amministrazione.

Nei giorni immediatamente successivi al “cambio dell’ora” (ossia al passaggio da ora solare a legale e viceversa), alcune persone lamentano disturbi dovuti all’alterazione del ciclo sonno-veglia. Si tratta dello stesso fenomeno che si riscontra nelle persone che viaggiano in aereo tra paesi separati da diversi fusi orari (il cosiddetto jet lag); in questo caso però l’effetto è minore perché il cambiamento di orario è di una sola ora e molte persone non avvertono alcun disturbo.

Da un sondaggio condotto dal Codacons risulta che gli italiani sono per il 50% a favore e per il 50% contrari all’ora legale. La stessa inchiesta ha tuttavia rilevato che la maggior parte degli intervistati è a favore dell’abolizione dell’ora solare. Questa soluzione comporterebbe l’utilizzo dell’ora legale tutto l’anno, eliminando i fastidi legati al cambio di ora: il problema sarebbe che d’inverno, con meno ore di luce a disposizione, uno slittamento in avanti di alba e tramonto potrebbe fornire sì un’ora di luce in più alla sera, ma anche una in meno ogni mattina.

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