Riprogrammare la mobilità dei cittadini con un occhio al futuro

Sono passati circa 20 giorni da quel fatidico 4 maggio 2020, data di ripartenza per una gran quantità di attività produttive e quindi di una maggiore circolazione delle persone e dei mezzi dopo la chiusura forzata causa Covid -19.  Una ripartenza che ha tracciato la strada alla fase 2 bis del 18 maggio u.s. Ormai tutto è aperto e tutti i cittadini si possono muovere all’interno della Regione senza bisogno di alcuna giustificazione. Una situazione molto auspicata da tanti settori produttivi, dai media e dalle Istituzioni Regionali perché convinti che il Paese non fosse più in grado di aspettare oltre.

Dal punto di vista dei trasporti, nonostante siano stati adottati provvedimenti importanti per la sicurezza, sia per il personale che per i viaggiatori, ad oggi registriamo ancora pochissime persone che salgono sui treni e altrettanto poche utilizzano l’autobus e altri mezzi pubblici.  Il timore di essere in tanti in pochi metri ha il sopravvento sulle disposizioni messe in campo come la distanza delle sedute da una persona all’altra, la disponibilità del gel in ogni mezzo di trasporto, l’utilizzo di  mascherine e di guanti,  la predisposizione di porte dedicate sia per scendere che per salire, gli annunci sonori e i manifesti pubblicitari oltre a tutti gli altri accorgimenti possibili, non rassicurano ed attualmente i mezzi pubblici in generale  trasportano pochissime persone.  

È chiaro che tornare ad un uso indiscriminato dell’auto personale sarebbe un danno incalcolabile per l’ambiente e soprattutto per l’inquinamento delle città e della qualità della vita di milioni di cittadini. Su questo tema delicatissimo che rappresenta il futuro della mobilità e del modo di concepire il trasporto pubblico nei prossimi anni, dobbiamo, fin da subito, aprire un ragionamento generale coinvolgendo tutti i settori produttivi per ridisegnare la mobilità delle nostre città e periferie. Dobbiamo mettere al centro del nostro agire i cambiamenti climatici e su quello ridisegnare il nostro sistema produttivo economico e sociale gettando le basi per un nuovo modo di vivere, di lavorare e anche di gestire il tempo libero e il modo di spostarsi. Occorre lavorare in varie direzioni a partire da un concetto di vita e di lavoro che non può essere calcolato su poche ore, ma bisogna spalmarlo per l’intera giornata, andando ad organizzare gli orari delle città, degli uffici, delle fabbriche etc. utilizzando una maggiore flessibilità sia in entrata che in uscita e di conseguenza creare anche nuovi stimoli e opportunità per la vita sociale.

In questo contesto è necessario il coinvolgimento dei Sindaci e una visione che tenga al centro l’ambiente e la qualità dell’aria, per rilanciare la mobilità sostenibile senza farsi tentare dalle scorciatoie, tipo quella di riaprire al traffico privato le ZTL, potenziare i mezzi pubblici, autobus dedicati, taxi, monopattini etc. e garantire efficienza nei centri delle città. Per quei sindaci che hanno scelto di riaprire tutto e far arrivare le automobili nelle piazze storiche, ci ripensino, questo non è il futuro che si aspettano i nostri figli.

Insomma cambiare tutto, anche il traposto pubblico, potenziando le corse, migliorando la qualità sia nel confort e soprattutto nella puntualità attraverso corsie preferenziali, semafori intelligenti, attraverso l’informazione con schermi luminosi ad ogni fermata combinando il tutto con la mobilità individuale attraverso l’uso di biciclette a altri mezzi non inquinanti. A supporto serve una grande campagna pubblicitaria che metta al centro il trasporto pubblico e soprattutto che tolga ai cittadini i dubbi, le perplessità e le incertezze sulla sicurezza nei mezzi, nelle stazioni, nelle fermate. Le aziende, anche in maniera visiva nell’applicare i protocolli, dovranno mettere in campo tutti gli accorgimenti possibili, a partire dal rispetto della sanificazione dei mezzi e delle stazioni e del rispetto del distanziamento.  Il sistema pubblico dei trasporti in Toscana è una grande ricchezza, fatto di aziende competenti che devono guardare e programmare il futuro, e di addetti, capaci e professionali che vanno valorizzati e utilizzati al meglio per preparare la vera riapertura, anche quella delle scuole a settembre.

Non c’è tempo da perdere, programmare oggi per essere pronti fra pochi mesi.

Firenze 20 maggio 2020                                                                                                    Segreteria Regionale Toscana

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