Far ripartire la Toscana, realizzando le opere e le infrastrutture previste

FIT/CISL E FILCA/CISL  TOSCANA

Sembra che l’accordo per riaprire i lavori per la Tav di Firenze sia alle porte: dopo l’amministrazione controllata del gruppo Condotte che aveva acquistato nel frattempo la società Nodavia capofila del consorzio che si era aggiudicata i lavori per la realizzazione sia del tunnel che della stazione Foster, la società RFI committente dei lavori, appartenente al Gruppo FS, è scesa direttamente in campo costituendo una società di scopo controllata al 100% dalla stessa, Infrarail Firenze, per realizzare il progetto del passante ferroviario AV di Firenze compresa la realizzazione della nuova stazione AV di Firenze Belfiore.

L’accordo dovrebbe essere firmato in questi giorni, prevedendo il passaggio delle competenze e delle attività da Nodavia a Infrarail Firenze S.r.l. compresi gli attuali dipendenti, circa 40, con il mantenimento del contratto di lavoro, quello degli edili e con la garanzia anche del mantenimento del posto di lavoro. Una buona notizia che rimette al centro lo sviluppo del territorio fiorentino con l’integrazione delle tramvie e lo sviluppo del traffico dei treni regionali.

L’auspicio è che si apra una fase nuova di dialogo con tutti i soggetti portatori di interessi ma che, allo stesso tempo, si proceda speditamente alla realizzazione dell’opera che non può essere messa in discussione se non per i metodi, i materiali usati e le tecnologie oggi molto più avanzate rispetto al progetto originale che risale a una ventina di anni fa. Bene anche il fatto che RFI, in maniera diretta, si assuma l’impegno di realizzare l’opera, rilanciando anche l’occupazione, che dovrà raggiungere i 300 occupati diretti. Riprendere i lavori, ormai fermi da anni, non sarà facile ma bisogna andare avanti anche perché stiamo parlando di un progetto di circa 1,7 miliardi di euro di cui circa 900 mln già spesi; a questi dati aggiungiamo che si tratta di uno scavo largo circa 450 mt e profondo circa 20 mt oltre ad un tunnel, il cui scavo è appena iniziato lato Firenze Campo di Marte, che bisogna portare a compimento perché nessuno si può permettere di lasciare le cose in questo stato.

In questo particolare momento, ancora di più, la Toscana ha bisogno di ripartire dalle infrastrutture perché senza investimenti pubblici su questo fronte, lo sviluppo e la messa in sicurezza delle opere e del nostro territorio non potrà avvenire. Le risorse ci sono e immediatamente spendibili, bisogna però accelerare la realizzazione delle opere già finanziate, proprio per limitarne gli effetti del blocco a causa del Covid – 19.

E’ indispensabile semplificare le procedure, ridurre il contenzioso e nello stesso tempo dettare i tempi per la magistratura civile rispetto alle sentenze sugli eventuali ricorsi; attuare il Durc per congruità e renderlo obbligatorio per tutti gli incentivi pubblici, introdurre la patente a punti, combattere il dumping contrattuale a favore della regolarità dei rapporti di lavoro, rafforzare il rispetto delle misure di sicurezza e puntare sulla selezione delle imprese che lavorano in sicurezza e legalità.

Con la Regione Toscana, ormai da tempo si è avviato un confronto positivo e costruttivo, vedi il patto per lo sviluppo, ma crediamo che ora sia il tempo di passare dalle parole ai fatti; dare immediatamente avvio alle opere e creare migliaia di posti di lavoro, ammodernare la Toscana e il Paese, creare opportunità e futuro per i giovani.

Firenze, 26 Maggio 2020 

                    Stefano Boni                                                          Simona Riccio

Segretario generale Fit Cisl Toscana      Segretaria generale Filca Cisl  Regionale Toscana

 

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