Riattivare subito la ferrovia Siena-Grosseto

1529706_10151886464480966_968980986_o copiaLinea interrotta da tre mesi e i lavori ancora non partono.

Boni: “Inaccettabile che RFI dica di non avere le risorse. Fosse stata l’Alta velocità li avrebbero fatti subito. Non si possono abbandonare gli abitanti di quest’area. Intervengano Regione e Ministero.”

COMUNICATO STAMPA

Preoccupazione per i ritardi nella riattivazione della linea ferroviaria Siena-Grosseto, danneggiata a ottobre scorso da una frana, e più in generale per le lentezze e la scarsa attenzione di RFI sulle tratte ‘minori’, come dimostra anche il caso della Porrettana. Ad esprimerla è il segretario generale della Fit-Cisl, Stefano Boni, che ritiene “non accettabile quanto affermato da RFI, ovvero che trattandosi di attività straordinaria per rifacimento infrastruttura non dispone dei 3 milioni di euro necessari.” “Vogliamo scommettere –ribatte Boni- che se si fosse trattato di fare un intervento simile sull’Alta Velocità i lavori sarebbero iniziati subito ?”

Il segretario Fit-Cisl chiede anche alle istituzioni di intervenire: “In primis gli Enti Locali e la Regione, che deve far uscire FS-RFI da questo stato perenne di apatia, come se quello che succede sul territorio non li riguardasse. E se non basta occorre interessare anche il Ministero dei Trasporti, perché di questo passo tutte le tratte secondarie soggette a frane, sono a rischio chiusura (vedi anche la Porrettana nel territorio Pistoiese). Oltretutto –nota- c’è anche un rischio occupazione: prima dell’interruzione circolavano 16 treni complessivamente, che se non riattivati possono creare eccedenze di personale.”

“Con le forti piogge dell’ottobre scorso –ricorda Boni- alcune frane hanno interessato la linea Siena-Grosseto. In un primo momento RFI aveva comunicato l’inizio dei lavori di ripristino della tratta, affermando che entro la fine di novembre sarebbero stati conclusi. La linea Siena-Bonconvento è stata riattivata con la messa in sicurezza di circa 500 metri di binario e il consolidamento di alcuni ponti sui torrenti Sonna e Arbia. Per la riattivazione della successiva tratta fra Bonconvento e Montepescali-Grosseto RFI dichiarava poi necessario aspettare ancora due mesi, a causa dei forti danni all’infrastruttura. Ne sono passati tre e dell’avvio di quei lavori non si sa più niente.”

“Stiamo parlando –aggiunge il segretario Fit- di una linea che collega Siena con Grosseto e con la linea ferroviaria tirrenica, attraverso colline e montagne e serve lavoratori e studenti di zone disagiate, ma anche turisti sempre più numerosi. Le ferrovie da tempo hanno inserito questa linea tra i “rami secchi”, le linee non remunerative perché difficilmente i treni si riempiono. Ma in quell’area anche la viabilità stradale non è delle migliori e non possiamo permetterci di abbandonare gli abitanti del territorio fra Siena e Grosseto.”

“Chi di dovere intervenga –conclude Boni- sulle Ferrovie e sul suo Gruppo Dirigente: bisogna concentrarsi sul trasporto locale/regionale e specialmente sui territori più disagiati per rendere un servizio pubblico e di utilità ai cittadini.”

Firenze, 29 gennaio 2013

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